Wednesday, February 16, 2011

Imparare a volare

Lucia, sei morta oggi nove anni fa. 
Ma per me sei ancora viva e luminosa.
Mi ricordo bene quando un giorno in spiaggia a Lacona, bloccata sulla tua sedia a sdraio rossa scomodissima, hai alzato lo sguardo al cielo e, seguendo due gabbiani che scomparivano nel sole, mi hai detto: "che bello sarebbe poter volare...". 
Hai usato proprio queste parole.
Io seduta li' accanto a te non ho capito: che tu non eri nata per morire ma per volare. E anche io con te.
La verita, Lucia, e' che tu alla fine sei riuscita volare, anche se (in)ferma. E io oggi, bloccata sulla mia poltrona comodissima, ogni giorno alzo lo sguardo al cielo e vedo te e penso: "sto imparando a volare".

Tuesday, February 15, 2011

Race to Nowhere

Few days ago, in the gymnasium of a local high school in my neighborhood, I attended the screening of “Race to Nowhere”, a documentary about a new controversial aspect of the education system in the United States: the growing pressure that today's students face to achieve excellence in their school and after-school life. “Race to nowhere” focuses on teenagers in high schools, but the race idea applies to young children as well: the entire American public school system is described as a mechanism for producing and selecting top-performing students who can win the competition against their peers and be accepted to the best colleges, get hired for the best jobs, maximize their earning potential and live happily ever after.

First-time Director Vicki H. Abeles points the finger at public programs like “No Child left Behind” by the Bush’s administration, and “Race to the Top”, the primary educational initiative of President Obama. These programs have been designed to spur education reform through rigorous criteria for teachers training and common academic standards for students. In particular, these programs require states to develop assessments in specific skills for all students in certain grades if those states are to receive federal funding for schools.

Based on the belief that setting standards and establishing measurable goals can improve students’ individual outcomes, the standards-based education reform has resulted in the shift of focus from “learning” to “learning how to score well in standardized tests”. Similarly, the goal of high schools has become to prepare for college applications rather than prepare for college itself. The competition is fierce and students need to achieve so much in their class and after-class activities, that some end up cheating or using drugs.

Wednesday, December 15, 2010

Blackberry

Qualcuno glielo dovrebbe dire agli "uomini di affari" che e' la cosa meno sexy del mondo vedere un uomo che smanetta fisso il suo affarino telefonico...

Monday, October 4, 2010

Local is the new global

Buying local, consuming less, dying block buster, moving to a smaller place, blogging, twittering or facebooking, myspace and etsy, using Iphones and tiny laptops, driving mini cars.... small is the new big; less is more; my and I everywhere....me is all!

La mattina

La mattina mi piace svegliarli in diverse riprese, cosi' ho il tempo di abbracciarli e coccolarli uno a uno, prima di scaricarli ancora dormienti sul divano. Restano li' un po', non accendo mai il video se no di andare a scuola non ne vogliono sentire parlare, ma invece gli do il latte col cioccolato, tanto poi "usciamo a prendere la brioche...". Vesto prima il piccolo e poi passo i vestiti al grande, la terza di mezzo e' sempre l'ultima a vestirsi mentre gia' stiamo uscendo. Usciamo tutti insieme, che ci sia il sole, lampioggia o la neve. La brioche la compriamo nel deli di fianco a scuola...poi la dividiamo in tre e ci sediamo sulla panchina a mangiare e guardare gli altri bambini che arrivano. E poi tocca a noi, ognuno entra dalla propria porta, la maestra che chiude la porta...buon lavoro bimbi!

Di (s) gusto

Gli americani hanno un gusto che disgusto. Visto che non sanno mangiare, tanto vale che non ci provino nemmeno a cucinare. Perche' di gusto sempre si tratta. E allora perche' fare pure peggio sforzandosi di cucinare bene, seguendo ricette improbabili suggerite in televisione da qualche chef famoso che si spaccia per italiano? Ne vengono fuori combinazioni culinarie a dir poco bizzarre come quella che oggi la mia amica mi ha suggerito per un insalata: mozzarella fresca (perche'mesiste quella in scatola?), peperoni, zucchine, limone e olive. La loro idea di cucinare bene si riassume nell'aggiungere l"olive oil" a volonta' e nell'utilizzare qualche cosa che sia "fresh" (cioe' non precotta) tipo un mix di verdure a caso, fra cui gli omnipresenti peperoni, che chissa' perche' non ancano mai in una ricetta che si spaccia per italiana...

Thursday, September 30, 2010

W le asciugatrici

Una cosa fantastica degli stati uniti e' il fatto che nessuno stira - a parte le camicie, si intende, a cui ci pensano comunque sempre le lavanderie a secco. la liberazione della massaie passa delle asciugatrici. il gusto di prendere tutta la roba bagnata dalla lavatrice e scaraventarla in queste asciugatrici giganti, selezionare il tempo e la temperatura desiderata e non pensarci piu'... fino a quando si fara' la prossima lavatrice e allora per fare spazio al nuovo bucato si sara' costretti a spostare quell'ammasso di roba asciutta ormai fredda e irrigidita... ma senza preoccuparsi di piegarla, perche' il trucco sta proprio nel fatto che sia comunemente accettato vedere uno che se ne va in giro per strada con con gli abiti che assomigliano a carta crespa stropicciata, che sembra che nella asciugatrice ci sei finito dentro anche lui!!

Thursday, March 18, 2010

Berkeley

La vita e' davvero diversa qui, sara' che il sole mette energia, sara' che c'e' vicino il mare, ma la gente e' piu' simpatica, rilassata. Ti invitano in case che sembra ci sia scoppiata una bomba dentro, con i pavimenti che non riesci a camminare e i tavoli cosi' ingombri che non puoi appoggiarci piu' un bicchiere, ma non sembrano farsi nessun problema. I bambini sono cosi' selvaggi che a confronto mio figlio (che e' selvaggio per gli standard di NYC) mi sembra Giacomo Leopardi. Con i loro bambini giocano dappertutto, tirano fuori dagli armadi case gonfiabili di dimensioni inimmaginabili che con disinvoltura gonfiano nel giardinetto di casa e danno il via alla festa. Fino a sera. Nessuno ti chiede che lavoro fai. Ne' e' facile immaginare che lavoro facciano, visto che alle 4.30 sono gia' tutti sulla strada di casa....i volti sempre un po' abbronzati. Sempre in ottima forma. Spesso sono i padri in giro durante il giorno dotati di marsupio e bebe'. Anche la frutta e la verdura hanno piu' gusto. La vita e' davvero piu' vera qui.

Friday, March 12, 2010

Venerdi' 12

Questo venerdi' sera e' stata una serata interessante: all'indomani della (tanto sospirata) partenza per san francisco, quando finalmente l'intera famiglia si e' ripresa dal virus intestinale, il bimbo inizia a dire che ha forte mal di gola e dato che a scuola gira il temutissimo e contaggiosissimo virus dello streptococco, questa non e; una buona notizia...se e' malato domani che faccio? affronto un viaggio aereo di sei ore con un bimbo di tre anni malato, una bimba di un anno e mezzo e un ultimo bebe' in pancia? mentre comunico la bella novita' al marito (che e' nel traffico da 2 ore e 40' - record assoluto dell'anno 2010!), il mio iphone si spegne per non riaccendersi.... allora provo di tutto per farlo funzionare e mentre sono distratta a maneggiare col telefonino, la dolce bimba prende in mano il pennarello indelebile della lavagnetta e ricopre di graffiti tipo cerchi concentrici graffiti la poltrona frau di pelle bianca da $1500.  suonanao alla porta: per fortuna almeno e' arrivata la pizza. Apro fiduciosa il cartone: si sono sbagliati l'ordinazione....mi siedo a scrivere  questo post per rilassarmi e per qualche ragione non riesco a controllare la dimensione del carattere, questo viene troppo piccolo e quello prima e' troppo grosso, e per quanto io tenti di cambiare e salvare nella dimensione giusta, non viene pubblicato bene...mi sa che mi conviene riprovare domani....





Sunday, March 7, 2010

Rule N.1

This is the one lesson I learned in Business School: “cash is king”. So, do you want to understand reasons behind a particular economic, social, or political reality in the United States? Just FOLLOW THE CASH. This rule never failed me both as an analyst and as a person.


Corollary:
Whenever you are asking something to anyone in the United States, ask yourself "what kind of MONETARY benefit is this person going to get doing what I am asking?".

Monday, March 1, 2010

Il caos, la regola e l'eccezione


A quasi dieci anni dal mio arrivo a New York per motivi di lavoro, mi interrogo sul cosa mi ha spinto a venire e rimanere negli USA per lavorare e fare la mia famiglia.

La cosa di cui mi sono recentemente resa conto e' che (pare ovvio) il sistema economico degli Stati Uniti e' un sistema efficiente, in tutti i campi. Negli USA la realta' economica e' fatta di processi e procedure, in Italia di persone (i nostri imprenditori...). Per un giovane che ha voglia di costruirsi un futuro professionale e non (in generale, ha voglia di fare e fare bene) un sistema efficiente come quello US offre il grande vantaggio di essere efficiente anche nel mercato del lavoro (anche detta meritocrazia): se tu fai A, B, C e' verosimilmente garantito che arriverai a D. Esiste cioe' anche in campo professionale un processo che quasi mi garantisce che se faccio tutti i passi dovuti, arrivero' dove voglio. Questa meccanicita' c'e' davvero in tutti i contesti (anche in contesti meno augurabili, come quello dei rapporti personali, aihme' spesso governati dalla stessa rigidita' e formalita'). 

Tuesday, February 16, 2010

Anniversario Lucia

Lucia, accidenti alla tua filosofia.
Mi hai insegnato a parlare
E non lo so ancora fare.
Certi volte quanto ridere,
Ma non so certo vivere.
Lucia, accidenti alla tua filosofia.
Ad un certo punto ti sei fermata
in questo mondo, gigantesco,
ad una poltrona ti hanno inchiodata.
Ah, la tua eleganza l’hai conservata,
Ma nel mio cuore e’ aperta la ferita.
Lucia, accidenti alla tua filosofia.
Hai detto “ho paura” prima di partire,
la morte ti ha reso umana al mio sentire.
Lucia, la vittoria sta nell'ironia,
Oggi mi accompagna la tua filosofia.

Sunday, December 20, 2009

The Incredibles

Il mio vicino di casa e' molto attento ai cartoni animati che lascia guardare a suo figlio di 3 anni. E infatti l'altro giorno a casa nostra non voleva che i bimbi guardassero "The incredibles" perche' da lui considerato troppo violento. Peccato che poi ti confessa candidamente che si tiene un arsenale in casa, svariate pistole automatiche e fucili a canne mozze nell'armadio del corridoio, in caso di guerra, dice, non si sa mai. The Incredible.

Thursday, November 5, 2009

What is the Price of Rain?

One day I was standing in the street in a storm without an umbrella. So I decided to take a cab to go home. When I told the driver my destination, he asked me for double the price I am used to pay for the same trip because – he said- “it is raining”. I replied to him I was going to give him only what I was used to pay and that he could have left me in the street wherever he wanted. In a capitalistic system, even the rain has its price.

Friday, October 30, 2009

Ottobre a Wall Street

Si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie.

Monday, October 5, 2009

Non dovevi avere bambini

Quelli che dicono frasi come "se volevi (questo o quello) non dovevi avere bambini" sono i primi che non dovrebbero avere bambini. Come se avere figli significasse di per se il mettere da parte la propria soddisfazione per fare contenti loro. Come se i figli stessi non fossero il frutto di quella tua propria soddisfazione. Come se essere felici nel quotidiano con loro si trattasse solo di due o tre brevi momenti idiallici in un martirio continuo che presto passera' (quando saranno grandi - they grow up so fast...). Non mi piace chi aspira a sopravvivere e non a vivere.

Monday, May 4, 2009

CRISI: l'Alternativa alle Profezie Economiche


Non si fa che parlare della crisi: in televisione, sui giornali e su internet. Più se ne parla, più la crisi diventa realtà. Il meccanismo é riassunto dal concetto di self-fulfilling prophecy - profezia che si auto-realizza: la definizione della situazione attuale, e la previsione sul futuro che ne consegue, si traducono in azioni che faranno avverare la previsione iniziale. Numerosi sono gli esempi di questo genere di profezie nella storia, fra tutti: Edipo e l’oracolo di Delfi. Così come vista dagli Stati Uniti, la crisi economica mostra elementi di self-fulfilling prophecy.
Primo, la miccia dell’esplosione del sistema finanziario americano, il fallimento di Lehman Brothers: girano voci che la banca d’investimento potrebbe avere problemi di liquidità. Sarà vero? L’amministratore delegato si affretta a smentire: «Tutto falso. Abbiamo liquidità sufficiente». Nessuno gli crede. Il prezzo delle azioni crolla e i clienti si affrettano a recuperare il denaro investito. Questo alimenta le voci della presunta insolvenza della banca e di una possibile bancarotta, il che fa crollare ulteriormente il prezzo delle azioni e chiudere posizioni con la banca. Ma la banca investe usando leverage - leva finanziaria, prendendo a prestito. Quando il capitale proprio diventa insufficiente per pagare i debiti, la banca diventa insolvente e dichiara bancarotta. É il bank run - corsa agli sportelli, un tipico esempio di self-fulfilling prophecy.

Wednesday, March 4, 2009

Let the banks bare the losses! Let them fail!

Ancora sul punto del TARP: Grandissimo intervento di Stiglitz su CNBC: ma perche' quando c'erano i profitti erano PRIVATI - adesso che ci sono le perdite le nazionalizziamo?
http://www.cnbc.com/id/15840232?video=1051910745&play=1

Saturday, February 28, 2009

Blame the Business Schools....




Sono andata a scuola in Italia e sono andata a scuola in America. La differenza: in un continente mi hanno insegnato ad usare la testa. In un altro mi hanno insegnato a fare soldi. Le due cose spesso e volentieri non vanno insieme....
Non per puntare il dito su un altro colpevole della gravissima crisi finanziaria che ha colpito il sistema finanziario americano, ma le business schools non hanno mai avuto in mente l'etica o la morale come la cosa piu' importante da insegnare ai propri studenti....
Ho fatto un MBA a Columbia University quando ancora Wall Street era alle stelle e mi hanno fatto il lavaggio del cervello - o quasi. Ci hanno convinto tutti quanti che il senso della vita stava nel lavorare in finanza, per una di queste grandi banche, essere pagato milioni di $ ma soprattuto accedere allo status, avere la risposta di effetto per chi al party ti chiedera' :"what do you do?"
quanti dei miei compagni di classe sono finiti a fare gli investment bankers...e magari sono anche stati soddisfatti di avere speso centinaia di migliaia di dollari per approdare a questi prestigiosi lavori ... ragazzi intelligenti, non sciocchi e nemmeno avari- magari solo con tanta voglia di fare...tanta voglia di fare che non guardavano nemmeno al fatto che poi alla fin fine si sarebbe trattato di lavorare 14 ore al giorno, in mezzo a squali pronti a tutto per la carriera, cenare tutte le sere con pizza in ufficio e venire portato a casa in limousine, dormire poche ore e poi tornare in uffficio e il giro ricomincia...
colpevoli le scuole che (grate per le sovvenzioni che ogni anno ricevono da wall street perche' ahime' la scuola e' privata e in qualche modo ci dobbiamo arrangia'...) hanno lasciato che queste banche ed istituzioni finanziarie entrassero in classe e fossero spesso presenti in univerista' con presentazioni e eventi di "network" in cui tutti si doveva cercare lavoro. perche' se non trovi lavoro prima di finire la scuola sei in quel infimo 5% o 10% che si laurera' senza un lavoro (perche' scusa sono a scuola?) e allora accettiamo l'offerta dal migliore offerente e chi se ne frega se proprio il mio sogno non era di fare finanza o se davvero non so quello che faccio.... vengo pagato cosi' tanto per cosi' poco, devo solo fare quello che mi dicono, e farlo veloce (cosi' non c;e; tempo per fare troppe domande...) e chi se ne frega se dopo un po' non ci penso nemmeno piu' a quello che sto facendo, mi occupo di quel piccolo pezzo del gioco che mi hanno dato...tanto la responsabilita' non e' mia (e chi ha mai parlato di responsabilita' d'altra parte?)....cosi' si educano persone a essere parte del gregge (e quando sei nel gregge tutto e' possibile....). cosi' si educano ragazzi a non pensare ma a fare soldi.
VIVA l'Italia e il sistema scolastico pubblico e fallito ma libero e VIVA gli studenti pensatori nei licei e le loro occupazioni e le manifestazioni!!

Thursday, October 30, 2008

La festa dello Zucchero (candies buy backs!!!)


Domani e' Halloween. La festa e' sacra qui, soprattutto per i bambini. ma non solo (you get a night of being someonelse before you step back into your mold the next day). Oggi mi sono ritrovata da Target. Piu' spaventose delle maschere erano le quantita' di dolci, caramelle, cioccolati e cioccolatini, barrette e lecca-lecca, di tutte le forme e dimensioni...migliaia di giganti confezioni risparmio arancioni straripavano dagli alti scaffali... e io pensavo a come tutto quello zuccherro sarebbe finito nelle bocche dei bambini...ma mai sotto-stimare gli americani...appena fuori dal negozio arriva una email che mi avvisa che il giorno dopo Halloween in varie locations della citta' dentisti (proprio loro!) e associazioni di genitori hanno organizzato degli stands in cui i bambini potranno ri-vendere le caramelle ricevute per $1 al pound...geniale! perche' certo cosa puo' interessare ai bimbi di piu' delle caramelle? i soldi!! ma certo...perche' insegnare ai bambini una certa mezza misura nel consumo di cio' che gli piace...molto meglio insegnargli da subito i principi del business e mostragli come possono fare soldi per cio' cha hanno ricevuto in dono cosi' poi si vanno loro a comperarsene di nuove di caramelle e diamo anche un aiuto all'economia...